Paolo Bedogni
architetto

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Il Santuario del Miracolo Eucaristico di Lanciano - Restauro, Adeguamento, Luce
Data:Marzo 2000
Progettista e D.L.:Arch. Paolo Bedogni
Condirettore:Arch. Vittorio Renzetti
Committente:Frati Minori Conventuali
Alta sorveglianza:Arch. Giovanni Bulian, Dott.ssa Giovanna Di Matteo
(Soprintendenza Beni Culturali)
Alta sorveglianza:Arch. Anna Maria Sestieri, Dott. Andrea Staffa
(Soprintendenza Archeologica)
Liturgista:Prof. Silvano Maggiani
Consulenti:Ing. Silvano Verzelloni,
p.i. L. Ciroldi, p.i. F. Palù
Luogo:Lanciano (CH)
L’intervento prevede: scavo archeologico e sistemazione del complesso del primitivo Santuario risalente al sec. VIII; valorizzazione dei resti archeologici in tal modo riscoperti nell’ambito delle prassi liturgiche del Santuario (sec. VIII-XII); collegamento con l’area archeologica sotterranea del c.d. Ponte di Diocleziano (sec. III-XVIII) al fine di ripristinare l’antico accesso Medievale al Santuario dall’area di P. Plebiscito; interventi di restauro all’interno della chiesa relativi a vari beni storico–artistici fra cui i preziosi affreschi di San Legonziano (sec. XVI); risistemazione dell’area del Miracolo ai fini dell’accessibilità anche da parte dei numerosissimi infermi ed handicappati che accedono al Santuario; adeguata sistemazione anche in ottemperanza alle indicazioni della CEI dei luoghi liturgici caratterizzanti i diversi momenti celebrativi attinenti alla visita del Santuario; restauro del chiostro e del chiostrino e tutti i locali dell’antica cappella del Rosario della “Congrega dei Raccomandati” (sec. XV-XVI).

Il problema ricorrente in tutte le fasi di progettazione del restauro del Complesso Monumentale Eucaristico è stato quello di evidenziarne le potenzialità già presenti e storicizzate.
Il progetto è semplice: leggere ed interpretare i documenti per riordinare le “cose”.

La qualificazione dello spazio, compito preciso dell‘architettura, passa attraverso la caratterizzazione dei “segni”.
L’orientamento francescano, sancito nel medesimo periodo nel Capitolo di Narbona con Bonaventura da Bagnoregio, punta all’essenzialità del “disegno” e alla pregnanza del ”segno”.
E‘ fondamentale individuare le specifiche potenzialità d’adeguamento offerte da un sistema edilizio plurisecolare di tale complessità rispettando lo spirito dei luoghi e della continuità storica.

Insito nel carattere del Santuario in quanto “luogo“ è il dinamismo dei percorsi e delle diverse mete liturgico–devozionali; questa caratteristica ha costituito l’oggetto principale della progettazione attenta a rispettare gli interventi artistico–archeologici già effettuati (Ponte di Diocleziano, San Legonziano), tentando di assimilarli in un percorso ripensato in continuità con il complesso monumentale del Santuario del Miracolo Eucaristico.
Il progetto ha trovato una coerente realizzazione grazie agli studi storico–monumentali ed archeologici effettuati nei vari archivi locali e grazie alle autorevoli indicazioni fornite dai competenti funzionari delle rispettive Soprintendenze.