Progettista e D.L.: Arch. Paolo Bedogni
Committente: CSI - Centro Sportivo Italiano
Liturgista: Don Daniele Gianotti
Luogo: Reggio Emilia
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Piazza San Prospero, collegata a piazza del Duomo dal trecentesco portico del Broletto, è tradizionalmente luogo destinato al mercato, in cui i portici assolvono il compito di spazio alternativo, coperto dove, in caso di pioggia, poter riparare le merci e continuare la vendita. I portici meridionali erano detti delle “ortolane” o dei “mercanti del panno”, quelli a settentrione “dei calzolai” e quelli a occidente “del Santuario” fatti costruire dai Canonici nel 1746/80. La piazza di S.Prospero è stata definita come la “più caratteristica della città, il centro indiscusso della “reggianità”. La valenza socio – storico – culturale e la spettacolarità urbano-scenografica.
I l progetto è fondato sulla dell’eccezionalità del luogo medesimo caratterizzato da portici su i tre lati, da snodi di accesso con specifiche visuali, dalla facciata dominante della chiesa di San Prospero con il sagrato, i leoni stilofori, la torre campanaria e dall’articolazione asimmetrica dei volumi perimetrali. |
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L’aula urbana viene centrata in asse con la facciata di San Prospero per la “insolita connotazione”: la “Piazza Diventa Chiesa”, modello sperimentale in scala 1/1 per 500 posti. L’asse proposto indica una chiara direzionalità conclusa nel portale preesistente del sagrato. Uno spazio quadrato diventa luogo generatore, spazio di accoglienza, onfalo. Il disegno dinamico che ne deriva indica il movimento assembleare nell’aula.
L’articolazione complessiva del luogoè tale da presentare in certo modo l’immagine dell’assemblea riunita”; ci si deve “immaginare un’assemblea riunita per la liturgia eucaristica e, addosso a questa assemblea riunita intorno all’altare, l’”edificio costruito”: come una veste che viene sovrapposta all’assemblea che celebra la liturgia.
In questa conformazione il centro di convergenza dei fedeli é l’altare, collocato in modo da costituire realmente il centro verso cui spontaneamente converga l’attenzione di tutta l’assemblea”.
Il progetto della disposizione proposto recepisce questo indirizzo e intende convergere l’attenzione sulla centralità dell’unico altare proiettando il luogo della proclamazione della parola in mezzo all’assemblea. L’uso delle sedie è importante perché permette di fare ciò che indica il Messale di Paolo VI: “le sedie o i banchi si dispongano in modo che i fedeli possano assumere comodamente i diversi atteggiamenti del corpo richiesti dalle diverse parti della celebrazione e di recarsi senza difficoltà a ricevere la santa comunione” (Mess. Romano 273).

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